23/02/2010

Trasferimento blog

Ciao a tutti, scusate la latitanza. Tornerò presto a raccontarvi di balbuzie e non solo.

Ho aperto un sito personale, dove presento oltre a Mal di voce anche altri due testi che ho scritto recentemente.

Questo è l'indirizzo: http://www.nuccirota.it/, accorrete numerosi!

Saluti a tutti

Nucci

02/03/2009

Immagine di sè, sguardo dell'altro per un soggetto balbuziente

Come vi avevo già segnalato il 6 e 7 marzo avrà luogo a Parigi il 5° Convegno Internazionale organizzato dall'Associazione Parole, Balbuzie (ApB). Sono passati 14 anni dal primo convegno il cui titolo fu: "Parlare di Balbuzie.....e osare affermare"il cui obiettivo era parlare di un disagio poco conosciuto e avvolto da tabù. In questo convegno si parlò molto anche della prevenzione della balbuzie.

Il secondo convegno che si tenne nel 1999 fu dedicato alla balbuzie nell'età adulta "La balbuzie dell'adulto, testimonianze, terapie, inserimento sociale". A questo convegno venne dato parecchio spazio alle associazioni nazionali e internazionali.

Il terzo convegno nel 2003 dal titolo "Balbettare.....comunicare, che tipo di legame esiste" si svolse a Lione e toccò i differenti aspetti della comunicazione e l'impatto di questi sul alcuni sentimenti quali l'emozione, la vergogna etc.

Il qarto convegno nel 2006 a Tolosa dal titolo "La balbuzie e l'arte, o l'arte di balbettare" titolo quasi provocatorio ma denso di significati.

Ora il quinto Convegno torna a Parigi e vuole toccare il tema del gioco degli sguardi...........

24/01/2009

anno nuovo

Carissimi, innanzi tutto auguri a tutti per il nuovo anno, ma soprattutto che il 2009 sia per voi ma anche per me all'insegna della comunicazione, non solo più fluente ma anche più efficace.

Mi scuso per il lungo periodo di silenzio, ma le festività portano sempre impegni nuovi ma soprattutto vacanze nuove, almeno così è stato nel mio caso.

Per quanto riguarda il lavoro, oltre alla terapia di soggetti con scarsa fluenza verbale, sto terminando la traduzione dal francese del testo di cui vi avevo già parlato e che riguarda la biografia di un balbuziente, conto di finirla per il 5 di marzo perchè il giorno 6 inizierà il convegno internazionale dellìApB (Associazione, parole, balbuzie) a Parigi. Se qualcuno di voi fosse interessato può vedere il programma sul sito. www.begaiement.org .

Per quanto mi riguarda nell prossimo post vi farò un riassunto breve dei precedenti convegni che l'ApB ha organizzato in 14 anni, da quando l'associazione è nata, a presto

12/12/2008

MAL DI VOCE - Un romanzo

Cari amici, ho fatto circolare "Mal di voce" (romanzo) tra qualche addetto ai lavori/ amiche, ed avendo avuto consensi e complimenti ho deciso di mettere on-line il primo capitolo del libro che narra le vicende di Vittoria una bambina, poi ragazza balbuziente.
Se qualcuno di voi fosse poi interessato ad avere il seguito, può scrivere al mio indirizzo mail. Consideratelo il mio regalo di Natale, un abbraccio

 

MAL DI VOCE

"La balbuzie è come la poesia: rallenta il linguaggio e introduce la vertigine del pensiero, della pazienza, dell'attesa, nonché della presenza dell'altro e del suo volto." Beppe Sebaste

A Vittoria piaceva molto riandare con la memoria alla sua infanzia, non certo perché quel periodo della sua vita fosse particolarmente felice anzi, ma abbandonarsi ai ricordi significava per lei riannodare i fili della propria vita, giustificava o meglio legittimava quel che le stava accadendo attualmente.

Era stata una bambina fragile, fisicamente ma soprattutto psicologicamente, un corpicino minuto sia nella struttura ossea che in quella muscolare, senza la più lontana parvenza di grasso. Il suo viso era appuntito, il naso non aveva quasi punta e poteva pertanto essere definito aquilino anche se non era grosso, e per fortuna; gli occhi erano anonimi sia nel taglio che nell’espressione, ma avevano uno strano color camomilla che li rendeva accattivanti, la bocca era sottile, solo una bella dentatura poteva valorizzarla ma Vittoria, pur avendo un bel sorriso, difficilmente sorrideva. Insomma un viso ed un corpo né bello né grazioso ma forse particolare, non le si addiceva certo l’aggettivo di bella bambina

Continua...

13/11/2008

chiedo scusa

Gabriele mi segnala gentilmente di aver sbagliato la segnalazione del sito del romanzo di Yan Eric De Frassynet; L'indirizzo giusto è

www.le4automne.com. Mi scuso ancora con tutti.

10/11/2008

Il quarto autunno

Cari amici, nel penultimo fine settimana di ottobre sono stata a Losanna per una conferenza sulla Balbuzie organizzata dall'ApB francese (Association, Parole, bègaiment). Ogni anno questa associazione organizza "La giornata mondiale sulla balbuzie", con molte iniziative nei paesi di lingua francese, tra cui  la Svizzera.

A Losanna era prevista la conferenza di Yan-Eric de Frayssinet autore del romanzo autobiografico "Le quatrième automne" che narra le vicende di un ragazzo balbuziente dai quattro anni fino all'età adulta.  Chi di voi ha familiarità con il francese può leggere questo libro on-line semplicemente cliccando su www.4automne.com , per tutti gli altri dovrete aspettare la mia traduzione........a presto nucci 

08/11/2008

Fragilitè e potenza

 Gabriele ha scritto questo bellissimo commento al blog Mal di voce

Cara Nucci, che sorpresa trovarti nel Web e che bel punto di ritrovo!Come sai la mia competenza in questo settore è meno che nulla, ma sicuramente potrò sempre trovare agganci alle materie che mi sono più congeniali e che tu conosci. Come ingresso nel blog, mi piace riprendere da un libro di qualche anno fa di Paola Cadonici L’alchimia della balbuzie, peraltro citato nella bibliografia del tuo La balbuzie, una favola, tanto per restare nel tema della letteratura. Si parte  dalle origini del mondo.
“Quando il Mondo era ancora un bambino”, Madre Natura, dopo avere elargito a ciascun essere, animato e inanimato, un patrimonio personale con relative istruzioni per l’uso, si trovò davanti all’uomo. “A te ho riservato un dono speciale che ti farà diventare re del creato: la Parola!”
“Come conquisterò l’Amicizia, l’Amore e la Stima? – chiese l’Uomo perplesso. – Con la parola – rispose Madre Natura – potrai sedurre, incantare, persuadere, conoscere, difendere, capire, consolare, ma potrai anche colpire, ferire, annientare. Se vuoi diventare saggio guardati dall’uso incauto della Parola! Tutte le gemme preziose sono contenute nello scrigno della Parola, tutte meno una: il Silenzio, una pietra molto rara. Sono pochi coloro che la conoscono e sanno adornarsene.”
E qui scatta il paradosso che mi ha fatto apprezzare e segnalarti la favoletta. I paradossi, come dice Odifreddi nel suo splendido libro C’era una volta un paradosso, sono quasi sempre pure e semplici verità, e il tempo si diverte a sollevare lembi del grande velo che le nasconde. Riprendo la favola.


“Millennio dopo millennio il Mondo è diventato grande, anche se non sempre dimostra di essere adulto, ma non riesce ancora a capire come mai nella Balbuzie possano essere racchiuse insieme potenza e fragilità”.
E’ splendido che ci sia qualcuno che ha dedicato e dedichi gran parte del suo tempo per dar forza a questa fragilità che, ne sono sicuro, ognuno di noi racchiude in se stesso, quasi come un minotauro (sembrava forte, ma era indifeso) chiuso nel proprio labirinto.
Complimenti.
Gabriele

05/11/2008

Balbuzie e dislessia

Domenica 2 novembre è apparso sul quotidiano la Repubblica un interessante articolo di Guido Rampoldi sulla dislessia, disagio di cui soffrono parecchi giovani e che pare aver avuto maggior visibilità in Italia dopo che lo scrittore Pennac ne ha parlato mell'ultimo festival della letteratura di Parma.

Ho scritto a Rampoldi dicendogli di aver apprezzato l'articolo ma che ora mi aspetto che si occupi anche di balbuzie. Questa è stata la sua risposta: "Lei ha perfettamente ragione. Non sarebbe male se vi fosse una riflessione comune sul disagio a scuola.......".

Voi che ne dite?

29/10/2008

Mal di voce

Nella mia vita professionale precedetene mi sono occupata di disagio psichiatrico, handicap sia fisico che psichico, più recentemente di demenza senile in particolare di anziani affetti dal morbo di Alzheimer ma anche della generazione che in prima persona se ne occupa, tutti disturbi in cui il dolore, la sofferenza che li avvolge è estremamente visibile. Scarsa è invece la comprensione della sofferenza che vive un balbuziente.

Una fotografa americana, Diane Arbus nel ritrarre soggetti portatori di handicap parlò di ”aristocratici della sofferenza”. L’immagine fotografica può dar conto in modo  eloquente di molte sofferenze. Pensiamo a tutti gli handicap fisici, ma anche alcune forme psichiatriche sono visibilissime a questo riguardo. Basti pensare ai disturbi alimentari, sempre in aumento. Quante ragazze anoressiche abitano le nostre metropoli, sono i loro scheletrini ambulanti a comunicarci il loro profondo mal di vivere. Alcune forme psicotiche coi loro, spesso bizzarri rituali , sono altrettanto espressive.. Non così si può dire di alcune forme depressive e dei soggetti con problemi di fluenza verbale.

Sembra profondamente ingiusto non riconoscere la sofferenza di chi compie quotidianamente una sorta di guerra civile con se stesso, o meglio con quella parte di sé che entra in comunicazione con l’altro. Il soggetto con disfuenze verbali quando parla, legge o ripete da solo non balbetta, o anche quando parla con il suo cane, è solo quando la parola entra nel contesto relazionale che si scatena un vero putiferio verbale.

Questa contraddizione sembra ancor più grave nel caso della balbuzie perché è un disturbo che, più di altri, suscita ilarità. Non solo vi è scarso riconoscimento del disagio che vive il balbuziente ma spesso il disturbo diventa motivo di scherno, di imitazione, di ridicolo. Pensiamo solo a quante barzellette hanno come protagonista un balbuziente.

Scarsa riconoscibilità della sofferenza che sottende il balbettare e se mai arriva questa comprensione è solo dopo la derisione. Era più che legittima la mia rabbia e contrarietà e più che legittimo il desiderio di occuparmi del problema.

Ho scritto sulla balbuzie un piccolo testo dal titolo Balbuzie, cosa significa e come superarla edito da Carocci, Roma 2007. Ho poi raccolto l’invito di un ragazzo in trattamento che mi disse:

“Bisogna scrivere un romanzo perché così si arriva a più persone……..è bene che si cominci a considerare anche la nostra sofferenza. Così è nato Mal di voce.

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